ANATOMIA DI ANCA E  PROTESI

ANATOMIA DI ANCA E PROTESI

L’articolazione coxofemorale (articolazione dell’anca) unisce il femore all’osso dell’anca. L’articolazione mette in rapporto l’acetabolo (cavità articolare dell’anca) con la testa del femore, che ha forma simile ai 2/3 di una sfera piena del diametro di 4 cm circa. Le superfici articolari non sono però esattamente corrispondenti e il labbro dell’acetabolo concorre ad ampliare la superficie articolare rendendola adatta ad accogliere la testa del femore, oltre che a contenere l’articolazione stessa. L’articolazione è avvolta dalla capsula articolare e da tre legamenti.

A cura do Giovanni Cacia

IL FEMORE
Il femore è un osso lungo che forma lo scheletro della coscia. Nel femore distinguiamo un corpo e due estremità. Il corpo non è esattamente rettilineo ma presenta una concavità posteriore. L’estremità superiore termina con la testa sferica destinata ad articolarsi con l’acetabolo. La testa è sostenuta dal collo anatomico, alla cui base originano due robuste eminenze: il grande e il piccolo trocantere, uniti da una cresta intertrocanterica.
Immediatamente al di sotto del piccolo trocantere si trova il collo chirurgico. L’estremità inferiore del femore presenta una vasta superficie articolare per tibia e rotula. Il corpo femorale è formato da un astuccio di tessuto osseo compatto all’interno del quale è presente un canale midollare, dove viene alloggiato lo stelo protesico.

COS’È UNA PROTESI DI ANCA
Negli ultimi anni la chirurgia protesica dell’anca si è evoluta: il chirurgo dispone di tecniche operatorie sempre più affinate che gli permettono di effettuare l’intervento di protesi d’anca con sicurezza e con notevole risparmio delle strutture anatomiche. Le indicazioni si sono ampliate, l’età media dei pazienti da sottoporre all’intervento si è ridotta, le aspettative di vita notevolmente incrementate, creando al chirurgo una serie di problematiche talvolta di difficile soluzione.

SCOPI DELL’INTERVENTO
Gli scopi di una protesizzazione di anca sono quelli di ottenere una “nuova anca” stabile, non dolente, con una buona articolarità che possa permettere al paziente di svolgere le proprie attività quotidiane senza particolari problemi; inoltre deve durare nel tempo e non determinare fenomeni di intolleranza.
La protesi d’anca è costituita da alcuni elementi che sostituiscono funzionalmente le due componenti acetabolare e femorale dell’articolazione fisiologica: il cotile, generalmente metallico, in cui viene posizionato un inserto di polietilene, ceramica o metallo; lo stelo metallico sulla cui estremità superiore, denominata collo, viene inserita una testa metallica o di ceramica. Lo stelo e il cotile possono essere fissati all’osso utilizzando il “cemento” (protesi cementata) o come accade sempre più frequentemente, semplicemente “impattando” le componenti protesiche nella sede opportunamente preparata senza l’utilizzo di cemento (protesi non cementata).
Queste ultime sono generalmente realizzate in titanio e presentano una superficie porosa per favorire la crescita di tessuto osseo ad avvolgere la protesi. La qualità dell’osso, la morfologia femorale e acetabolare, l’età del paziente e le sue condizioni cliniche indirizzano la scelta del sistema protesico e del mezzo di fissazione.

TRE TIPI DI INTERVENTI
L’intervento di protesi d’anca permette il recupero di una buona qualità di vita, con una sopravvivenza degli impianti che supera il 90% a 10 anni e permette di risolvere o alleviare sensibilmente la sintomatologia dolorosa e migliorare le capacità fisiche e le prestazioni motorie del paziente.
Gli interventi di sostituzione protesica dell’anca possono essere classificati in tre tipologie:
1. la sostituzione totale o artroprotesi che prevede di intervenire su entrambe le componenti articolari, femorale e acetabolare;
2. la sostituzione parziale, comunemente indicata con il termine endoprotesi, riservata al trattamento delle fratture mediali del collo del femore che permette di preservare l’acetabolo;
3. la revisione, o riprotesizzazione, che prevede la sostituzione di un dispositivo precedentemente impiantato.

Si ringrazia Medicinapertutti.it per l’immagine

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One Response to “ANATOMIA DI ANCA E PROTESI”

  1. ADRIANO scrive:

    nel ringraziarvi per le vostre risposte,vorrei sapere in quale struttura ospedaliera viene effettuata la protesizzazione anteriore essendo residente a Roma, grazie

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