PRP: UN CONCENTRATO DI PIASTRINE
I suoi effetti rigenerativi e riparativi su tessuti e ossa erano già conosciuti negli anni ’70. Ampiamente utilizzato in America e Francia, da pochi anni anche in Italia atleti e sportivi di alto rango, per primi, stanno beneficiando degli effetti del PRP (Platelet Rich Plasma) su tendini e legamenti gravemente compromessi da over use o traumi.
di Liana Zorzi
Fino a qualche anno fa, pazienti affetti da tendinopatie croniche oppure atleti con rottura o lesioni tendinee gravi, avrebbero trovato una sola soluzione: la chirurgia, con conseguenti lunghi tempi di recupero, allontanamento dall’attività sportiva ma anche da quella quotidiana, costi sociali dovuti a ospedalizzazione e lunghe assenze dal posto di lavoro per la convalescenza, oltre a costi personali a carico del paziente per le prolungate terapie riabilitative.Nuovi studi clinici italiani dimostrano l’efficacia del Platelet Rich Plasma, noto anche come gel piastrinico o PRP, che trova importanti applicazione nella guarigione completa di lesioni croniche e degenerative di tendini e legamenti.
ADDIO LUNGHI TEMPI DI RECUPERO
Responsabiledei lunghi tempi di recupero, infatti, è la scarsa vascolarizzazione del tessuto tendineo e legamentoso; la lenta guarigione che ne consegue, anche quando va a buon fine, lascia sulla parte lesionata un tessuto cicatriziale che limita l’originale elasticità e resistenza del tendine, aumentando la possibilità di recidive. Oggi, invece, grazie all’applicazione del PRP, concentrato di piastrine che rilascia fattori di crescita ottenuti dal processo di degranulazione delle piastrine stesse mediante centrifugazione di sangue prelevato al paziente, è possibile tornare all’attività agonistica, all’attività lavorativa e anche alla vita quotidiana in perfetta forma, senza limitazioni funzionali e, soprattutto, in tempi ridotti.
Oltre agli effetti scientificamente riscontrabili in tutte le pubblicazioni disponibili e sintetizzabili in maggiore rapidità di guarigione, migliore qualità di guarigione, neovascolarizzazione evidente e migliori caratteristiche meccaniche del tendine nel breve post operatorio (nei primi 5-6mesi dopo l’intervento), il beneficio del PRP è immediatamente percepito anche dal paziente in termini di sollievo dal dolore.
UN CONCENTRATO DI BENEFICI IN 9CC DI SANGUE
Grazie alle più moderne biotecnologie, Cascade Medical ha realizzato apparecchiature in grado di ottenere da un prelievo di solo 9cc di sangue la quantità di PRP in forma liquida attivata necessaria all’infiltrazione, mentre da 18cc di sangue è possibile produrre una matrice fibrinica di 3cm di diametro. Il concentrato piastrinico (PRP) così ottenuto viene miscelato con un attivatore, trombina autologa, per esempio, che determina la formazione del gel piastrinico. La quantità dei numerosi e importanti fattori di crescita capaci di stimolare i diversi meccanismi cellulari inerenti la crescita tissutale (dall’angiogenesi, alla proliferazione e migrazione dei fibroblasti, fino alla sintesi del collagene), dipendono anche dallo stato di salute del paziente. Le piastrine così ottenute durante la seconda fase di centrifugazione, esplicano 3 fondamentali funzioni: emostasi, riparazione e cicatrizzazione favorendo i processi di riparazione e rigenerazione tissutale.
INDICAZIONI E CONTROINDICAZIONI
Il derivato piastrinico autologo (prodotto dalla centrifugazione di piccole quantità di sangue del paziente a cui viene iniettato sotto forma di concentrato piastrinico), subito dopo la centrifugazione è immediatamente disponibile al medico che può utilizzarlo secondo differenti modalità e indicazioni: in sede ambulatoriale, come PRP in forma liquida attivata per infiltrazioni localizzate sulle lesione tendinee di piccole dimensioni; in sede di intervento chirurgico artroscopico o endoscopico, come coagulo o matrice fibrinica è indicato per ampie lesioni non massive suturabili (tra tendine e osso) delle strutture tendinee.
IL PRP NON E’ TUTTO UGUALE
Molti sono i metodi sviluppati per originare e utilizzare i fattori di crescita nella forma di plasma ricco di piastrine (PRP) per accelerare i processi di guarigione. Concentrando le piastrine dal sangue del paziente dopo separazione da altri componenti del sangue, si ricava un concentrato piastrinico che viene successivamente mescolato a cloruro di calcio (CaCl2) e trombina bovina per formare un coagulo stabile. Il limite dimostrato dal PRP così prodotto e utilizzato è dato dal rilascio prematuro tutti i fattori di crescita in esso contenuti (già nelle prime 24 ore) che si traduce in una minore qualità del processo di guarigione e riparazione delle strutture interessate.
IL METODO CASCADE: PIASTRINE ATTIVE FINO A 10 GIORNI
Il sistema Cascade PRFM (PRFM – Platelet Rich Fibrin Matrix) utilizza invece una nuova tecnologia che permette di escludere l’uso di trombina bovina esogena, e concentra insieme piastrine e fibrina in una matrice densa. La matrice così prodotta assicura l’integrità delle piastrine durante il processo di produzione ed evita l’attivazione e il rilascio prematuro dei fattori di crescita durante il suo utilizzo. Lo dimostrano i risultati di uno studio [i] in vitro confrontato con sistema “wash out” realizzato dall’equipe della Musculoskeletal Transplant Foundation (USA) sulla Platelet Rich Fibrin Matrix. I dati ottenuti hanno rilevato che i fattori di crescita rilasciati dalla matrice fibrinica sono attivi a partire da un’ora dal suo utilizzo fino a 168 ore (7 giorni) con una concentrazione aumentata da 5 a 10 volte per ciascun fattore di crescita indagato [insulin-like growth factor-1 (IGF-1), epidermal growth factor (EGF), basic fibroblast growth factor (bFGF), platelet-derived growth factor-AB (PDGF-AB) e vascular endothelial growth factor (VEGF)].
Lo studio ha dimostrato inoltre che i fattori di crescita presi in considerazione non hanno gli stessi tempi di attivazione e azione nei processi di riparazione delle strutture tendinee e legamentose. Alcuni, infatti, hanno livelli alti dalla prima ora fino alle 168 ore (IGF-1), mentre altri hanno livelli iniziali bassi per raggiungere livelli alti dopo 24 ore e si mantengono tali per sette giorni (PDGF, VEGF), mentre altri variano durante i 7 giorni andando da livelli bassi ad alti per scendere successivamente a livelli più bassi (bFGF).
Questi risultati dimostrano che le piastrine prodotte con il processo Cascade rimangono funzionali e vitali all’interno del PRFM (Platelet Rich Fibrin Matrix) rilasciando i fattori di crescita in modo continuo per 7-10 giorni, tempo fisiologico per l’ottimale riparazione e guarigione dei tessuti, a differenza di quanto accade con altri derivati piastrinici che rilasciano insieme tutti i fattori di crescita nelle prime 24 ore.